Ma che diavolo combinano su quella barca?


“Una barca bella carica!  Un monaco indossa il saio, una suora suona il liuto e tre altri personaggi cercano di mangiare un dolce appeso a una corda, mentre un pazzo beve da una ciotola e un passeggero un po’ alticcio sta vomitando quel che ha bevuto di troppo.

L’uomo nascosto nella boscaglia si appresta a sottrarre il pollo attaccato all’albero maestro, trasformato in albero della cuccagna. Nelle feste medievali  ci si doveva arrampicare fino in cima per conquistarsi il premio più ghiotto. Qui il pollo rappresenta l’alimento grasso del Carnevale, quello che fa ingrassare. Poco distante si trova la pietanza magra della Quaresima: il pesce appeso a un ramo sulla destra.


Nella religione cattolica, la Quaresima è un periodo di quaranta giorni che comincia alla fine di carnevale e finisce alla vigilia di Pasqua. La tradizione vuole che si mangi di magro in quel periodo. Ma prima si faceva festa! Si mangiava e si beveva oltre misura e ci si travestiva non proprio opposto: gli uomini diventavano donne, in ricchi diventavano poveri e così via.

Il quadro di Bosch rappresenta persone che si lasciano andare ad eccessi come se fosse carnevale.

E il pittore ne approfitta per additare un monaco e una suora che dovrebbero vivere nella povertà, invece di comportarsi in quel modo! In questo quadro, la follia umana si manifesta, in chiave comica, la attraverso la golosità. D’altronde le ciliegie disposte sul piatto sono simbolo, secondo la tradizione fiamminga, di tutti i piaceri sfrenati. Anche il timone, trasformato in cucchiaio gigante, sta a indicare gli eccessi della tavola.
Chi non si sa moderare, ci dice il pittore, deve essere punito, poco importa che sia a monaco o meno!”

Fonte: Entrate nel quadro!, L’ippocampo

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