Questo pittore si prendeva forse per Gesù?


“Albrecht Dürer fu uno dei primissimi pittori realizzare quadri che avevano come unico soggetto il volto dell’artista, in altri termini fu il primo a produrre autoritratti.

Cominciò con un suo disegno all’età di 13 anni, e successivamente realizzò tre veri e propri ritratti di se stesso. Questo è l’ultimo. Lo dipinse quando aveva 28 anni, e non a caso: all’epoca si pensava che fosse quello il momento in cui si passava dalla giovinezza all’età adulta.

Questo autoritratto è completamente diverso dai precedenti. Dürer si è rappresentato di fronte, mentre a quei tempi si era soliti disegnare i volti di tre quarti virgola come il pittore aveva fatto negli autoritratti precedenti punto l’unico soggetto che all’epoca era raffigurato di fronte era il Cristo, rigorosamente su sfondo scuro.

Per accentuare la somiglianza con l’immagine tradizionale di Gesù, Dürer ha un po’ modificato la realtà! Trasformato il suo naso aquilino in naso dritto, poi ha dipinto i capelli di color castano, mentre negli altri autoritratti era decisamente biondo.

Infine con la mano destra tiene il collo di pelliccia con un gesto che ricorda quello del Cristo benedicente. Si credeva forse suo pari? Non è possibile: si sa che Dürer era piuttosto pieno di sé!

Però, guardate il collo di pelliccia… si sta sfaldando!

Non è forse un segno di umiltà? Ma allora, chi era davvero Dürer: un uomo vanitoso, oppure qualcuno di umile e modesto?

Entrambe le cose, contemporaneamente! In questo quadro l’artista si è rappresentato come un uomo qualsiasi, che indossa un mantello liso. Ma anche come un uomo che ha ricevuto un dono straordinario, quello di saper dipingere alla perfezione il mondo che lo circonda. Accetta questo dono, convinto che gli venga da Dio, e vi dedica tutta la sua vita. Proprio come Gesù, che accettò in umiltà di morire sulla croce. Ambedue si sottomettono alla volontà divina. Ecco spiegato il motivo per cui in questo autoritratto il volto di Dürer si confonde con quello del Cristo.”

Fonte: Entrate nel quadro!, L’ippocampo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *